La Storia del Cricket

Il cricket è uno sport di squadra giocato fra due gruppi di undici giocatori ciascuno. È nato, almeno nella sua forma moderna, in Inghilterra ed è popolare principalmente nei paesi del Commonwealth. In alcuni paesi asiatici: India, Pakistan, Bangladesh e Sri Lanka, il cricket è di gran lunga lo sport più popolare. È inoltre uno sport importante in Inghilterra, in Galles, in Australia, Nuova Zelanda, Sudafrica, Zimbabwe e nei Caraibi anglofoni (Indie Occidentali Britanniche).
Le origini del cricket sono sconosciute anche se sembra accertato che giochi simili all’attuale cricket fossero praticati nell’Inghilterra del sud-est già a partire dal 1300, importati in quella regione da pastori fiamminghi. Vi sono molte teorie sull’origine del nome cricket. Potrebbe derivare dalla parola fiamminga krick bastone, a testimonianza degli scambi culturali ed economici tra il sud est dell’Inghilterra e le Fiandre. Durante il 1600 numerose fonti testimoniano la crescita della pratica di questo gioco nell’sud est dell’Inghilterra e al termine del secolo già vengono registrate le prime partite con squadre organizzate. Nel 1700 il gioco si sviluppò fino a diventare lo sport nazionale inglese e come tale si diffuse in tutto l’impero coloniale britannico.
Il Cricket è un gioco “unico”. Per giocare a cricket non è sufficiente attenersi alle regole che organizzano le diverse fasi di gioco, ma deve essere praticato rispettando lo spirito del gioco. Sul campo di cricket non c’è spazio per la violenza, non è consentito rivolgere insulti al direttore di gara né tantomeno irridere i propri avversari, al contrario se l’avversario compie un gesto tecnico degno di nota deve essere sostenuto.
La diffusione del cricket in Italia è certamente legata alle dinamiche migratorie che interessano il nostro paese. Gran parte dei nuovi praticanti del cricket italiano sono, infatti, cittadini stranieri che provengono dal Pakistan, dall’India, dal Sri Lanka e dal Bangladesh, paesi nei quali il cricket è molto seguito ed amato. La pratica sportiva, come del resto riconosce la Comunità Europea nel Libro Bianco sullo Sport, è una componente fondamentale nella crescita armonica dell’individuo. Lo sport produce benessere sia fisico che sociale, poiché possiede l’enorme potenziale di riunire e raggiungere tutti, indipendentemente dall’età o dall’origine sociale. Il Libro Bianco ricorda agli Stati Europei che è importante mettere a disposizione spazi per lo sport e sostenere le attività relative allo sport, affinché migranti e società di accoglienza possano interagire positivamente. In questo senso, l’UISP ritiene centrale contribuire a promuovere la pratica del cricket, proprio perché siamo persuasi che lo sport è a tutti gli effetti un diritto così come un prezioso strumento di integrazione per i nuovi cittadini.

Lo spirito del gioco

« Il cricket è un gioco che deve molto della sua unicità al fatto che dovrebbe essere giocato non soltanto secondo le relative leggi ma anche secondo lo Spirito del Gioco. Qualsiasi azione che è vista come contraria a questo Spirito causa un danno al gioco stesso. La responsabilità principale di assicurarsi che il gioco sia condotto secondo lo spirito del fair play è dei capitani. »

Questo è il preambolo che precede l’elenco delle “Regole del Cricket” e che introduce il breve paragrafo dal titolo Lo spirito del gioco, dove si elencano tutta una serie di regole che solitamente negli altri sport sono “non scritte” e affidate al buon senso dei giocatori. Queste regole comprendono, per esempio, il rispetto verso l’avversario, verso gli umpires (arbitri) e i valori tradizionali del gioco; il divieto di indirizzare verso un umpire e verso gli avversari parole irrispettose o offensive (è addirittura vietato avanzare verso un umpire con passo aggressivo); e soprattutto la condanna assoluta di qualsiasi atto violento tra i giocatori sul campo di gioco

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